Che cos’è il diabete? Cosa caratterizza questa patologia? Facciamo chiarezza in occasione della Giornata Mondiale del Diabete.

In questi giorni si celebra la Giornata Mondiale del Diabete: data la grande diffusione di questa patologia mi sembra doveroso dedicargli un po’ di attenzione!

Giornata Mondiale del Diabete 2016

Il diabete è un’alterazione dei livelli di glucosio nel sangue conseguente alla mancanza/scarsità di produzione di insulina da parte dell’organismo (nel caso di diabete di tipo 1) oppure di insufficiente produzione di insulina o inadeguata risposta all’insulina (nel caso  del diabete di tipo 2).

Cos’è l’insulina? È un ormone prodotto dalle cellule del pancreas, che provoca l’ingresso del glucosio circolante (derivato dalla digestione del cibo) all’interno delle cellule, dove viene utilizzato come fonte di energia.

Diabete di tipo 1

È detto anche diabete infantile/giovanile o diabete insulino-dipendente, in quanto il trattamento con insulina dura tutta la vita. In questa patologia, il pancreas non è più in grado di produrre questo ormone, che è necessario per regolare i livelli di glucosio nel sangue permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove funziona come riserva di energia. Si verifica, pertanto, una situazione di eccesso di glucosio nel sangue identificata con il nome di iperglicemia.

Si sviluppa in genere durante gli anni dell’infanzia/adolescenza, ma può comparire anche in giovani adulti (circa il 30% dei casi di diabete di tipo 1 è diagnosticato in età adulta).

Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica autoimmune, ciò vuol dire che il sistema immunitario del soggetto riconosce come estranee e dannose le cellule Beta del pancreas che producono insulina e le attacca fino a distruggerle, portando a un deficit di questo ormone. La mancanza o la scarsità di insulina, quindi, non consente al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti attraverso l’alimentazione che vengono così eliminati con le urine. Si verifica, quindi, un aumento del volume urinario, con conseguente aumento della sensazione di sete, e un calo di peso improvviso dovuto al fatto che non vengono trattenute le sostanze nutritive.
In questa situazione l’organismo è costretto a produrre energia in altri modi, principalmente attraverso il metabolismo dei grassi, il che comporta la produzione dei cosiddetti corpi chetonici (spesso il sintomo di esordio). L’accumulo di corpi chetonici nell’organismo, se non si interviene per tempo, può portare a conseguenze molto pericolose fino al coma.

Diversi sono i fattori che possono contribuire allo scatenarsi di questo attacco dell’autoimmunità, ad esempio la predisposizione genetica, fattori immunitari e fattori ambientali (come l’esposizione ad alcune infezioni virali).

Diabete di tipo 2

È una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o se gli organi bersaglio (muscolo, fegato, tessuto adiposo) non rispondono in maniera adeguata all’ormone, il corpo non può utilizzare il glucosio circolante come fonte di energia e il glucosio resta nel sangue, dove i suoi livelli diventano sempre più alti (iperglicemia).

La maggior parte delle persone con diabete di tipo 2 presenta entrambi questi difetti:

  • insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas (deficit parziale di insulina)
  • inadeguata risposta all’insulina (insulino-resistenza).

Questo causa da una parte un “affamamento” delle cellule dei vari organi che vengono private dell’energia necessaria al loro funzionamento; dall’altra, l’eccesso di glucosio circolante provoca una serie di danni a carico di vari organi ed apparati, in particolare al sistema cardio-vascolare, agli occhi, alle arterie e ai nervi delle gambe, ai reni, al cervello.

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali, come la vita sedentaria, lo stress e alcune malattie come l’obesità. Anche l’età gioca il suo ruolo: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, non ultimo il pancreas che, invecchiando, non è più in grado di rispondere prontamente alla richiesta di insulina ricevuta.

Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • obesità
  • inattività fisica
  • ipertensione (valori di pressione maggiori o uguali a 140 mmHg di massima e 90mmHg di minima)
  • colesterolo HDL (minore o uguale a 35 mg/dl)
  • trigliceridi (maggiori o uguali a 250 mg/dl)

sintomi non sono generalmente evidenti come nel diabete di tipo 1 per  cui vengono facilmente ignorati e la scoperta del diabete può avvenire in modo del tutto casuale, ad esempio durante un check-up.

Il diabete di tipo 2 rappresenta il 90-95% di tutti i casi di diabete. Si presenta in genere in età adulta (i 2/3 dei casi di diabete interessano persone di oltre 64 anni), anche se negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale, fatto correlabile all’aumento dell’obesità infantile. Gli italiani affetti da diabete di tipo 2 sono il 5,5% della popolazione, cioè oltre 3 milioni; si stima che a questo numero possano aggiungersi 1 milione di persone, che non sanno di avere questa malattia.

Ci tenevo a dare un’infarinata generale su quello che è questa patologia: una condizione sicuramente difficile soprattutto quando il suo esordio avviene in età infantile/adolescenziale, con cui è però possibile imparare a convivere.  È una condizione in cui ovviamente l’alimentazione ricopre un ruolo chiave e di primaria importanza poiché è la prima alleata per cercare di tenere sotto controllo i valori di glicemia del sangue. Se nel caso del diabete di tipo 1 è necessaria un’alimentazione attenta che combaci al meglio con la terapia insulinica che dovrà essere fatta per tutta la vita, nel caso del diabete di tipo 2 un’alimentazione ben bilanciata è terapeutica e contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue.

diabete-e-zucchero

Vedremo nel prossimo articolo come mangiare bene può aiutarci a prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2 e come può contribuire a una migliore condizione di benessere nel caso di diabete di tipo 1. Come dico sempre,  è importante informarsi e fare spazio alla conoscenza, solo così avremo fatto del nostro meglio per farci del bene e prevenire ciò che è possibile prevenire! Buona giornata!

Fonte: http://www.salute.gov.ithttp://www.diabete.net

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