Introduzione

La cultura contemporanea è sempre più attenta al legame tra salute e stile di vita. L’alimentazione ricopre un ruolo molto importante nella dinamica adattativa tra i modelli che la società propone e il modo in cui ogni individuo risponde alla loro influenza.

Ciò che sembra innegabile è il rapporto dell’uomo e della donna con il proprio corpo e la consapevolezza che la dieta possa rappresentare una condizione essenziale per raggiungere un livello ottimale di equilibrio, sia dal punto di vista nutrizionale che psicologico.

Proprio per questo motivo è importante non farsi attrarre da piani dietetici non equilibrati e che non siano preparati su misura per noi, in quanto un dimagrimento mal condotto comporta conseguenze sia a livello fisiologico che psicologico e non permette di raggiungere i risultati tanto sperati dalle molte persone che al giorno d’oggi decidono di seguire una dieta.

Infatti, non bisogna dimenticare che ci sono meccanismi fisiologici che regolano l’assunzione di cibo in base alle necessità dell’organismo. Talvolta, però, questi processi che regolano la fame e la sazietà vengono persi, se il soggetto non presta più ascolto ai segnali che il corpo gli invia. Ma come sappiamo mangiare non è soltanto una necessità primaria, è anche uno dei grandi piaceri della vita. Da sempre l’uomo ha associato l’alimentazione con manifestazioni ideali dell’esistenza dell’uomo: gli avvenimenti importanti sono sempre stati accompagnati da un banchetto, simbolo di convivialità e spensieratezza. Il cibo risulta quindi essere un mezzo di comunicazione che unisce le persone ed è anche questo aspetto di condivisione che rende più piacevole l’atto del mangiare. Il cibo ha quindi un’influenza sulle emozioni perché certi alimenti ci fanno stare bene e ci danno piacere, ancora di più se siamo in compagnia. Ma viene anche utilizzato in risposta ad emozioni negative, come consolazione. Viceversa, le emozioni incidono sul comportamento alimentare in quanto spesso è anche l’umore che determina l’assunzione di cibo.

In generale, possiamo dire che il comportamento alimentare nasce nell’infanzia e si modella a seconda della propria storia e delle proprie esperienze. Pertanto ogni individuo avrà un comportamento caratteristico della sua personalità e ciò influirà sul rapporto che egli ha con il cibo e l’alimentazione.

L’aspetto fondamentale dell’importanza dell’individualità di un piano dietetico è la diversità tra le persone. Infatti, ogni personalità richiede un diverso stile d’intervento, proprio perché ogni individuo ha caratteristiche antropometriche, esigenze, tradizioni, avversioni e abitudini che possono essere diverse; ogni persona è caratterizzata da una storia unica determinata dallo sviluppo e dalla crescita, che è stata sicuramente influenzata da vari fattori, come ad esempio il clima familiare e l’ambiente in cui si è cresciuti. Ogni individuo ha una propria personalità, quindi propri aspetti caratteriali e da questo nasce un proprio comportamento alimentare.

Mangiare, come abbiamo detto, oltre a essere una necessità è anche uno dei più grandi piaceri della vita, e allora perché non imparare ad usufruirne nel modo migliore, così da mantenersi in uno stato di salute e benessere?

Come diceva François de La Rochefoucald: “mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte”.

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dott.ssa Elena Aprile

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